Il modello Redditi persone fisiche riguarda chi ha la partita IVA, forfettari compresi, chi ha redditi d'impresa o di lavoro autonomo e chi per altri motivi non usa il 730. Se sei in questa situazione e non hai ancora consegnato i documenti al tuo commercialista, conviene consegnarli ora. Chi ha il 730 ha già superato il suo termine ordinario, il 30 settembre.

Quando scade

Il Redditi persone fisiche si presenta per via telematica entro il 31 ottobre. Nel 2026 il 31 ottobre è un sabato, quindi il termine slitta a lunedì 2 novembre 2026, data che l'Agenzia delle Entrate indica sulla propria pagina dedicata alla dichiarazione tardiva. L'invio lo fa il commercialista abilitato oppure, per chi lavora in autonomia, le procedure web dell'Agenzia.

Alla stessa data scade il modello 770 per i sostituti d'imposta, cioè per chi ha operato ritenute alla fonte.

Se arrivi dopo il 2 novembre

La dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza resta valida, anche se tardiva (articolo 2, comma 7, del DPR 322/1998). Contando 90 giorni dal 31 ottobre si arriva al 29 gennaio 2027, che è la data da assumere per prudenza. Contando dal 2 novembre il novantesimo giorno è il 31 gennaio, una domenica, per cui si arriva al 1° febbraio 2027, lettura seguita dall'Agenzia delle Entrate in un precedente analogo; poiché lo scadenzario 2027 non è ancora pubblicato, conviene non contarci. Oltre i 90 giorni la dichiarazione è considerata omessa, anche se la presenti lo stesso, e il Fisco può usarla come base per chiedere le imposte.

Per la dichiarazione tardiva la sanzione è fissa, 250 euro (articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 471/1997, nel testo in vigore nel 2026), e con il ravvedimento operoso si riduce a un decimo, cioè 25 euro (articolo 13, comma 1, lettera c, del D.Lgs. 472/1997), da versare con F24 codice tributo 8911. Se dalla dichiarazione risultano imposte da pagare, il versamento in ritardo ha una sanzione a parte, il 25% dell'imposta non versata (12,5% se il ritardo non supera 90 giorni), che si ravvede con le riduzioni contate dalla scadenza del versamento, come spiegato nell'articolo sul ravvedimento operoso.

Per la dichiarazione omessa la sanzione è il 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se la presenti oltre i 90 giorni ma prima di aver avuto notizia formale di controlli, ed entro i termini di accertamento, scende al 75% delle imposte dovute senza minimo (articolo 1, comma 1-bis, del D.Lgs. 471/1997). Quando non ci sono imposte dovute la sanzione va da 250 a 1.000 euro. Sulla sanzione per l'omessa dichiarazione il ravvedimento non è più possibile.

Anche quando la dichiarazione chiude a credito la sanzione per il ritardo si paga, e il rimborso o la compensazione del credito arrivano comunque dopo.

Un esempio

Una consulente forfettaria deve presentare il Redditi 2026 e lo manda il 20 novembre. Ha già pagato saldo e primo acconto alla scadenza estiva, quindi nessun versamento è in ritardo e deve regolarizzare solo la presentazione, con 25 euro di sanzione ridotta. Se invece lo manda il 10 febbraio 2027, cioè 100 giorni dopo il termine, la dichiarazione è omessa e, se la presenta prima di controlli del Fisco, la sanzione è il 75% delle imposte dovute e non si può più ridurre con il ravvedimento.

Hai già presentato il 730 e hai sbagliato qualcosa

Se la correzione ti porta un maggior rimborso o un minor debito puoi presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre è domenica, istruzioni al 730/2026). Se l'errore ha fatto pagare meno imposte, oppure se il 26 ottobre è passato, la correzione si fa con il modello Redditi, come correttiva entro il 2 novembre 2026 o come integrativa dopo, e la differenza non versata si regolarizza con il ravvedimento.

Pagare non basta

Versamento e presentazione sono obblighi separati, per cui chi ha pagato le imposte alle scadenze ma non ha presentato la dichiarazione rischia comunque la sanzione per l'omissione.

Chi attende un documento mancante, per esempio un estratto conto o una certificazione, può presentare entro il 2 novembre con i dati disponibili e correggere dopo con una dichiarazione integrativa (articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998), presentabile fino ai termini di accertamento dell'articolo 43 del DPR 600/1973; se aumenta le imposte si paga la sanzione ridotta del ravvedimento.

Il Redditi 2026 in breve

  • scadenza ordinaria: lunedì 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato);
  • dichiarazione tardiva valida: entro 90 giorni, per prudenza fino al 29 gennaio 2027 (l'Agenzia può contare fino al 1° febbraio 2027), con sanzione di 250 euro, ridotta a 25 con il ravvedimento;
  • oltre i 90 giorni: dichiarazione omessa;
  • 730 integrativo: entro il 26 ottobre 2026, per correzioni che non aumentano le imposte;
  • le imposte non pagate alla scadenza hanno una sanzione separata, regolarizzabile con il ravvedimento.
Non hai ancora consegnato i documenti?Scrivici prima del 2 novembre e vediamo cosa serve per presentare in tempo. La prima consulenza è gratuita.
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Contenuto a scopo informativo, aggiornato al 15 ottobre 2026 sulla base dell'articolo 2 del DPR 322/1998, dell'articolo 43 del DPR 600/1973, dell'articolo 1 del D.Lgs. 471/1997 e dell'articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 nel testo in vigore nel 2026, della circolare 42/E/2016, della pagina dell'Agenzia delle Entrate sul modello Redditi aggiuntivo, correttivo, integrativo e tardivo, delle istruzioni al modello 730/2026 e della scheda dell'Agenzia sul ravvedimento operoso. Importi, termini e comportamenti amministrativi possono variare in base alla tua situazione, per cui conviene verificare la tua posizione con lo Studio prima di procedere. Non sostituisce un parere professionale.