Un calcolatore e simulatore gratuito del regime forfettario: prima verifichiamo se puoi usarlo, poi confrontiamo tassazione, contributi e scadenze. Simulazione indicativa dello Studio Molinari, commercialista a Brescia — la scelta si fa insieme, in studio.
Questa è una stima indicativa. Lasciaci la tua email: un professionista dello Studio verifica gratuitamente la tua situazione reale — requisiti, convenienza tra i regimi e scadenze — e ti ricontatta.
Simulazione a scopo puramente illustrativo, parametri aggiornati al 15/07/2026. Il questionario copre le cause di esclusione più frequenti in forma semplificata e non sostituisce la verifica dello Studio; l'IRPEF è calcolata in via prudenziale senza detrazioni d'imposta; contributi per cassa sull'anno a regime. I risultati non costituiscono consulenza né parere professionale.
Studio P. Molinari — Via Cipro 40, 25124 Brescia — pierlorenzo@studiopmolinari.it
Possono accedere le persone fisiche con partita IVA che nell'anno precedente hanno incassato ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro, importo che va ragguagliato ad anno se l'attività è iniziata in corso d'anno, e che non ricadono in una delle cause di esclusione previste dalla legge. Le più frequenti sono l'aver percepito nell'anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre la soglia stabilita, il controllo di una società a responsabilità limitata che svolge attività riconducibile a quella della partita IVA, e la partecipazione a società di persone o ad associazioni professionali.
Non si sottraggono i costi effettivamente sostenuti. Ai ricavi e ai compensi incassati nell'anno si applica un coefficiente di redditività stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell'attività: il risultato è il reddito imponibile, dal quale si deducono soltanto i contributi previdenziali effettivamente versati. È la ragione per cui il forfettario conviene a chi ha pochi costi e penalizza chi ne ha molti.
Un'imposta sostitutiva del 15 per cento, che prende il posto dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali. Per le attività davvero nuove l'aliquota scende al 5 per cento per i primi cinque anni, a condizione che ricorrano i requisiti di novità richiesti dalla norma: è un punto su cui conviene una verifica preventiva, perché l'aliquota ridotta spetta solo dall'inizio e non si recupera dopo.
Dipende dall'inquadramento e non dal regime fiscale. I professionisti senza cassa versano alla Gestione separata INPS in percentuale sul reddito, quindi non pagano nulla se non guadagnano; artigiani e commercianti versano invece contributi fissi dovuti anche in assenza di reddito, più una quota sulla parte eccedente il minimale. Chi è iscritto alla gestione artigiani o commercianti e applica il forfettario può chiedere la riduzione contributiva del 35 per cento. I professionisti iscritti a una cassa privata seguono il regolamento della propria cassa.
No a entrambe. In fattura non si addebita IVA e non si detrae quella sugli acquisti, e i compensi non subiscono ritenuta d'acconto. Resta dovuta l'imposta di bollo sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro: se viene riaddebitata al cliente concorre a formare i ricavi, e quindi entra nel conteggio della soglia.
Occorre distinguere. Se gli incassi superano 85.000 euro restando entro 100.000, si esce dal regime a partire dall'anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro in corso d'anno l'uscita è immediata, con obbligo di applicare l'IVA già dall'operazione che ha determinato il superamento. A differenza della soglia di 85.000 euro, quella di 100.000 non si ragguaglia ai mesi di attività.
La risposta che si legge spesso, cioè che il forfettario non detrae nulla, è imprecisa su due punti. È vero che il reddito assoggettato a imposta sostitutiva non consente di utilizzare le detrazioni IRPEF, semplicemente perché non c'è IRPEF su cui farle valere. Ma se nello stesso anno esistono altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente o da locazione, le detrazioni si utilizzano su quelli. E i contributi previdenziali versati restano in ogni caso deducibili dal reddito forfettario.
Sì, ma entro un limite: la spesa complessiva per lavoro dipendente e per prestazioni assimilate non deve superare 20.000 euro lordi l'anno. Superata quella soglia si esce dal regime.
Se stai valutando di aprire, sulla pagina dedicata all'apertura della partita IVA a Brescia trovi i passaggi concreti e come funziona la prima consulenza gratuita dello Studio.
Le risposte hanno finalità informativa e riguardano le situazioni più ricorrenti: la verifica dei requisiti e della convenienza va fatta sul caso concreto.