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Calcolatore e simulatore del regime forfettario 2026

Un calcolatore e simulatore gratuito del regime forfettario: prima verifichiamo se puoi usarlo, poi confrontiamo tassazione, contributi e scadenze. Simulazione indicativa dello Studio Molinari, commercialista a Brescia — la scelta si fa insieme, in studio.

1Puoi usare il regime forfettario? — mini questionario

L'anno scorso hai avuto redditi di lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 euro?
Oltre metà del fatturato andrà al tuo attuale datore di lavoro o a un ex datore degli ultimi 2 anni?non conta il praticantato obbligatorio
Hai quote in società di persone, associazioni o imprese familiari, oppure controlli una SRL che fa la tua stessa attività?
Applicherai un regime IVA speciale, o venderai prevalentemente fabbricati, terreni edificabili o auto nuove?
Risiedi fuori da Italia / UE / SEE?
È la prosecuzione di un'attività che già svolgevi (anche come dipendente)?non esclude il forfettario, ma toglie l'aliquota 5% dei primi 5 anni

2La tua situazione

3Quanto ti resta in tasca

Hai già un codice di accesso?
🔒 Grafico di dettaglio
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4Quando si paga — il tuo calendario

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Quando e quanto versi nei primi due anni — saldo e acconti, mese per mese — con i tuoi importi. Compreso nell'unico sblocco da 10 €.
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5Vuoi che lo Studio verifichi i tuoi numeri?

Questa è una stima indicativa. Lasciaci la tua email: un professionista dello Studio verifica gratuitamente la tua situazione reale — requisiti, convenienza tra i regimi e scadenze — e ti ricontatta.

Simulazione a scopo puramente illustrativo, parametri aggiornati al 15/07/2026. Il questionario copre le cause di esclusione più frequenti in forma semplificata e non sostituisce la verifica dello Studio; l'IRPEF è calcolata in via prudenziale senza detrazioni d'imposta; contributi per cassa sull'anno a regime. I risultati non costituiscono consulenza né parere professionale.
Studio P. Molinari — Via Cipro 40, 25124 Brescia — pierlorenzo@studiopmolinari.it

Domande frequenti sul regime forfettario

Chi può usare il regime forfettario nel 2026?

Possono accedere le persone fisiche con partita IVA che nell'anno precedente hanno incassato ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro, importo che va ragguagliato ad anno se l'attività è iniziata in corso d'anno, e che non ricadono in una delle cause di esclusione previste dalla legge. Le più frequenti sono l'aver percepito nell'anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre la soglia stabilita, il controllo di una società a responsabilità limitata che svolge attività riconducibile a quella della partita IVA, e la partecipazione a società di persone o ad associazioni professionali.

Come si calcola il reddito con il forfettario?

Non si sottraggono i costi effettivamente sostenuti. Ai ricavi e ai compensi incassati nell'anno si applica un coefficiente di redditività stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell'attività: il risultato è il reddito imponibile, dal quale si deducono soltanto i contributi previdenziali effettivamente versati. È la ragione per cui il forfettario conviene a chi ha pochi costi e penalizza chi ne ha molti.

Quanta imposta si paga?

Un'imposta sostitutiva del 15 per cento, che prende il posto dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali. Per le attività davvero nuove l'aliquota scende al 5 per cento per i primi cinque anni, a condizione che ricorrano i requisiti di novità richiesti dalla norma: è un punto su cui conviene una verifica preventiva, perché l'aliquota ridotta spetta solo dall'inizio e non si recupera dopo.

Quali contributi previdenziali si versano?

Dipende dall'inquadramento e non dal regime fiscale. I professionisti senza cassa versano alla Gestione separata INPS in percentuale sul reddito, quindi non pagano nulla se non guadagnano; artigiani e commercianti versano invece contributi fissi dovuti anche in assenza di reddito, più una quota sulla parte eccedente il minimale. Chi è iscritto alla gestione artigiani o commercianti e applica il forfettario può chiedere la riduzione contributiva del 35 per cento. I professionisti iscritti a una cassa privata seguono il regolamento della propria cassa.

Il forfettario applica l'IVA e la ritenuta d'acconto?

No a entrambe. In fattura non si addebita IVA e non si detrae quella sugli acquisti, e i compensi non subiscono ritenuta d'acconto. Resta dovuta l'imposta di bollo sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro: se viene riaddebitata al cliente concorre a formare i ricavi, e quindi entra nel conteggio della soglia.

Che cosa succede se supero la soglia?

Occorre distinguere. Se gli incassi superano 85.000 euro restando entro 100.000, si esce dal regime a partire dall'anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro in corso d'anno l'uscita è immediata, con obbligo di applicare l'IVA già dall'operazione che ha determinato il superamento. A differenza della soglia di 85.000 euro, quella di 100.000 non si ragguaglia ai mesi di attività.

Con il forfettario si perdono le detrazioni?

La risposta che si legge spesso, cioè che il forfettario non detrae nulla, è imprecisa su due punti. È vero che il reddito assoggettato a imposta sostitutiva non consente di utilizzare le detrazioni IRPEF, semplicemente perché non c'è IRPEF su cui farle valere. Ma se nello stesso anno esistono altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente o da locazione, le detrazioni si utilizzano su quelli. E i contributi previdenziali versati restano in ogni caso deducibili dal reddito forfettario.

Si possono avere dipendenti o collaboratori?

Sì, ma entro un limite: la spesa complessiva per lavoro dipendente e per prestazioni assimilate non deve superare 20.000 euro lordi l'anno. Superata quella soglia si esce dal regime.

Se stai valutando di aprire, sulla pagina dedicata all'apertura della partita IVA a Brescia trovi i passaggi concreti e come funziona la prima consulenza gratuita dello Studio.

Le risposte hanno finalità informativa e riguardano le situazioni più ricorrenti: la verifica dei requisiti e della convenienza va fatta sul caso concreto.