Le cure esenti e le prestazioni imponibili

Le prestazioni odontoiatriche con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione rientrano nell'esenzione IVA prevista dall'articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972, come le altre prestazioni sanitarie, e fra queste ci sono otturazioni, devitalizzazioni, protesi funzionali e ortodonzia con finalità terapeutica. Il confine si sposta quando la prestazione ha una finalità estetica non collegata alla cura, come uno sbiancamento puramente cosmetico, che è imponibile IVA e va fatturato di conseguenza, mentre dove la finalità terapeutica c'è conviene che risulti dalla documentazione clinica del paziente, come l'Agenzia delle Entrate chiede per l'esenzione delle prestazioni di medicina estetica. La qualificazione non è sempre immediata e la valutiamo caso per caso insieme al professionista, perché un errore in un senso o nell'altro emerge tipicamente in un controllo, con recupero d'imposta sulle annualità verificabili.

Materiali, attrezzature e il leasing del riunito

L'acquisto del riunito odontoiatrico, degli strumenti diagnostici e della strumentazione di sala è spesso l'investimento principale nella vita di uno studio, e la scelta fra acquisto diretto, leasing o noleggio a lungo termine incide sul carico fiscale degli anni successivi in modo diverso da caso a caso. Il leasing consente di dilazionare l'esborso e dedurre i canoni secondo le regole ordinarie, mentre l'acquisto diretto porta all'ammortamento pluriennale del bene secondo i coefficienti previsti per il settore. La scelta va fatta guardando la liquidità disponibile all'apertura dello studio, non solo il costo complessivo nel tempo. Materiali di consumo, protesi acquistate da laboratori esterni e strumentario minore seguono invece le regole ordinarie di deduzione dei costi.

Collaboratori odontoiatri e igienisti dentali

Molti studi odontoiatrici crescono affiancando al titolare uno o più colleghi odontoiatri in collaborazione e uno o più igienisti dentali. Il rapporto con un collega odontoiatra è di norma una collaborazione fra liberi professionisti, con fattura e ritenuta d'acconto, che non si applica se il collega è nel forfettario, mentre l'igienista dentale può lavorare come libero professionista autonomo o come dipendente dello studio, a seconda dell'organizzazione scelta, e la differenza cambia in modo sostanziale gli adempimenti, dai contributi alla gestione delle presenze. Se è il titolare a essere nel forfettario, non opera ritenute sui compensi che paga, perché il forfettario non è sostituto d'imposta per i professionisti. Un rapporto strutturato come collaborazione ma di fatto continuativo ed esclusivo con un solo studio espone al rischio di riqualificazione, e va tenuto sotto controllo fin dall'inizio.

ENPAM e Sistema Tessera Sanitaria

Gli odontoiatri sono iscritti all'ENPAM come i medici, con la quota A in misura fissa per fascia d'età e la quota B calcolata sul reddito libero professionale che eccede la parte già coperta dalla quota A, dichiarato ogni anno con il Modello D. A differenza di altre casse l'ENPAM non prevede un contributo integrativo da addebitare al paziente, e in fattura compare il solo compenso, oltre al bollo quando è dovuto. Le prestazioni fatturate ai pazienti vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria, con un invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo e la possibilità per il paziente di opporsi alla singola comunicazione.

Il forfettario in avvio e il passaggio in Srl

Nei primi anni di attività, con investimenti ancora contenuti, il regime forfettario con coefficiente di redditività del 78% è spesso la scelta più semplice, entro le soglie di 85.000 e 100.000 euro descritte nel nostro articolo Forfettario: cosa succede se superi 85.000 euro e cosa se superi 100.000 e simulabili con il calcolatore del regime forfettario. Uno studio che cresce, investe in attrezzature rilevanti e affianca più collaboratori trova invece nella contabilità semplificata, e in alcuni casi nella società odontoiatrica con la figura del direttore sanitario, una struttura più adatta a sostenere volumi maggiori e a distribuire responsabilità e utili fra più soci. Dal 2017 la legge consente l'esercizio dell'attività odontoiatrica alle società a condizione che la struttura abbia un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri, che può ricoprire l'incarico in una sola struttura, e che le cure siano rese da odontoiatri abilitati. La società versa inoltre all'ENPAM un contributo dello 0,5% del fatturato annuo, entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio, e a tutto questo si aggiungono le regole fiscali proprie della forma societaria scelta.

Cosa facciamo per gli studi odontoiatrici

Seguiamo l'apertura e la scelta del regime, la valutazione fra acquisto e leasing delle attrezzature, la corretta fatturazione delle prestazioni esenti e imponibili, i rapporti con ENPAM, l'invio al Sistema Tessera Sanitaria, la gestione dei collaboratori e, quando lo studio cresce, l'analisi di convenienza verso la società odontoiatrica. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; seguiamo anche studi fuori provincia a distanza.

La prima consulenza è gratuita e la usiamo per fotografare investimenti previsti, collaboratori coinvolti e volume di attività, prima di ogni indicazione.

Domande frequenti

Lo sbiancamento dentale è sempre imponibile IVA?

Dipende dalla finalità, perché se è collegato a un percorso di cura documentato resta nell'ambito dell'esenzione, mentre se è puramente estetico e non terapeutico diventa imponibile, e la distinzione va valutata prestazione per prestazione.

Conviene comprare il riunito o prenderlo in leasing?

Dipende dalla liquidità disponibile all'apertura dello studio e dal piano di crescita previsto. Entrambe le strade sono fiscalmente percorribili e il confronto va fatto sui numeri specifici della singola apertura.

Un igienista dentale deve essere per forza dipendente dello studio?

No, può lavorare anche come libero professionista autonomo, ma un rapporto di fatto continuativo ed esclusivo con un solo studio può far sorgere dubbi sulla reale autonomia della prestazione.

Quando ha senso passare dalla partita IVA individuale a una società odontoiatrica?

Tipicamente quando lo studio ha più soci, un volume di attività consistente e investimenti importanti da distribuire, e la valutazione va fatta confrontando il carico fiscale e organizzativo delle due strade sui numeri reali dello studio.

Strumenti utili

Lo scadenzario mostra le scadenze del tuo profilo e le porta nel calendario del telefono, mentre il calcolatore stima in un minuto imposte e contributi del forfettario.

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I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa generale e non costituiscono consulenza fiscale personalizzata, perché ogni situazione va valutata nel merito con un professionista. Per una valutazione della tua posizione puoi prendere un appuntamento con lo Studio.