La quota A, la quota B e il contributo ENPAM dei convenzionati

La previdenza dei medici passa dall'ENPAM, non dalla Gestione Separata INPS. La quota A è dovuta da ogni iscritto all'Albo in misura fissa, che cresce con l'età, indipendentemente dal reddito. Sull'attività in convenzione i contributi vanno invece al fondo della medicina generale o a quello degli specialisti ambulatoriali, e li versa direttamente l'azienda sanitaria, che ne sostiene una parte e trattiene sul cedolino la parte a carico del medico; nella medicina generale il medico può scegliere di aumentare la propria quota fino a 5 punti percentuali. La quota B riguarda soltanto la libera professione, si calcola in percentuale sul reddito che eccede la parte già coperta dalla quota A, e il convenzionato può versarla con l'aliquota dimezzata. Il reddito libero professionale si dichiara all'ENPAM con il Modello D entro il 31 luglio e la quota B sui redditi dell'anno precedente si paga entro il 31 ottobre in unica soluzione, oppure a rate. Le differenze da chiarire le troviamo più spesso nel confronto fra il reddito dichiarato al fisco e quello dichiarato alla cassa.

Esenzione IVA e imposta di bollo

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti da IVA ai sensi dell'articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972, e la fattura si emette comunque, senza addebitare l'imposta. Sulle fatture esenti di importo superiore a 77,47 euro si applica l'imposta di bollo di 2 euro, che il medico può addebitare al paziente o tenere a proprio carico. Le prestazioni con finalità diversa dalla diagnosi e cura, come alcune consulenze medico-legali su incarico di parte o le prestazioni di medicina estetica senza una finalità terapeutica documentata, restano invece imponibili, e per la chirurgia estetica l'esenzione richiede dal 17 dicembre 2023 un'attestazione medica della finalità terapeutica rilasciata prima dell'intervento. La distinzione va fatta caso per caso, perché trattare un'operazione esente come se non richiedesse fattura, o applicare l'esenzione dove non spetta, è uno degli errori che un controllo individua per primo.

Sistema Tessera Sanitaria

Le prestazioni sanitarie che il medico fattura ai pazienti vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria per alimentare le detrazioni della dichiarazione precompilata. Dal 2025 l'invio è diventato annuale invece che semestrale, entro il 31 gennaio dell'anno successivo, e il paziente conserva la facoltà di opporsi alla comunicazione della singola prestazione. Le visite in intramoenia le fattura l'azienda ospedaliera, che è anche il soggetto tenuto alla trasmissione, mentre per la libera professione l'obbligo è del medico, e un invio omesso, oltre alla sanzione, pesa sul rapporto di fiducia con il paziente. Ai fini previdenziali anche i compensi dell'intramoenia vanno dichiarati all'ENPAM con il modello D e scontano la Quota B con l'aliquota ridotta.

Regime forfettario, semplificata e chi supera le soglie

Per i medici in libera professione il coefficiente di redditività del forfettario è il 78%, proprio delle attività professionali sanitarie, e l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni per chi apre una nuova attività con i requisiti di legge, si calcola solo su quella percentuale dei compensi incassati. Le soglie di accesso e permanenza sono le stesse di ogni altra attività professionale, 85.000 euro per l'uscita dall'anno successivo e 100.000 euro per l'uscita immediata, con le regole IVA ordinarie dal superamento, che per le prestazioni sanitarie restano quelle dell'esenzione, come spieghiamo in Forfettario: cosa succede se superi 85.000 euro e cosa se superi 100.000. Per una prima stima è disponibile anche il nostro calcolatore del regime forfettario. Il forfettario è invece precluso a chi nell'anno precedente ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati, pensione compresa, per più di 35.000 euro, soglia valida per il 2026, ed è il caso tipico del medico ospedaliero che vorrebbe aprire la partita IVA per l'attività fuori dall'ospedale. Chi supera le soglie, o preferisce dedurre analiticamente i costi di uno studio con personale e attrezzature, passa alla contabilità semplificata, dove il reddito si determina per differenza fra compensi incassati e spese sostenute nell'anno.

Il medico che continua a lavorare da pensionato

Il medico che va in pensione e continua a fare qualche visita privata o qualche sostituzione mantiene una posizione fiscale attiva, e la pensione conta come reddito di lavoro dipendente, per cui se nell'anno precedente ha superato i 35.000 euro il forfettario non è accessibile e il reddito professionale si somma alla pensione negli scaglioni IRPEF. Sul fronte ENPAM il pensionato del fondo generale che continua la libera professione può versare la quota B con l'aliquota dimezzata, salvo chi ha la pensione anticipata della quota B, che versa l'aliquota intera fino a 68 anni. Seguiamo questa situazione con una certa frequenza fra i medici bresciani che riducono gradualmente l'attività invece di fermarsi di colpo.

Cosa facciamo per i medici

Seguiamo l'apertura della posizione fiscale, la scelta fra forfettario e semplificata calcolata sui numeri reali e non per abitudine, la gestione dei rapporti con ENPAM per quota A, quota B e conguagli, la corretta fatturazione delle diverse fonti di compenso convenzionato e privato, l'invio al Sistema Tessera Sanitaria, la dichiarazione dei redditi con il quadro del lavoro autonomo. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; lavoriamo anche a distanza con medici che operano fuori provincia o su più sedi.

La prima consulenza è gratuita e la usiamo per fotografare le diverse fonti di compenso e il regime più adatto, prima di qualunque indicazione.

Domande frequenti

Un pediatra di libera scelta con i cedolini ATS deve tenere una contabilità diversa da quella di un medico che lavora solo privatamente?

No, il compenso da convenzione è reddito di lavoro autonomo come gli altri compensi professionali, e il cedolino dell'ATS tiene luogo della fattura, per cui il pediatra non ne emette una propria. Il cedolino va però registrato e riconciliato voce per voce, fra quota capitaria, voci variabili e trattenute ENPAM, e lo controlliamo sistematicamente prima della dichiarazione.

La guardia medica va fatturata come le altre prestazioni?

Per il medico che fa guardia medica come sostituto a tempo determinato l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il rapporto è di lavoro autonomo, con partita IVA e compensi dichiarati fra i redditi professionali, e che il foglio di liquidazione dell'azienda sanitaria tiene luogo della fattura. Per l'incarico a tempo indeterminato una risoluzione del 1999 parlava di lavoro dipendente, e la stessa Agenzia ha precisato che quella posizione va valutata alla luce dell'evoluzione delle norme e dei contratti, quindi il trattamento si verifica sul singolo incarico.

Il medico convenzionato paga anche la quota B?

Sui compensi della convenzione no, perché lì i contributi li versa l'azienda sanitaria al fondo della medicina generale o degli specialisti ambulatoriali, trattenendo sul cedolino la parte a carico del medico. La quota B riguarda la sola libera professione, e il convenzionato può scegliere di versarla con l'aliquota dimezzata. Il contributo del 2% di cui spesso si sente parlare è un'altra cosa, perché è a carico delle strutture private accreditate con il servizio sanitario e non del medico o del paziente.

Posso restare nel forfettario se lavoro sia in convenzione sia privatamente?

Sì, contano i compensi complessivi incassati nell'anno rispetto alle soglie previste e il rispetto delle altre condizioni di accesso, non la provenienza convenzionata o privata del singolo compenso.

Strumenti utili

Lo scadenzario mostra le scadenze del tuo profilo e le porta nel calendario del telefono, mentre il calcolatore stima in un minuto imposte e contributi del forfettario.

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