Regime forfettario o semplificata

Il fisioterapista apre la partita IVA come libero professionista sanitario dopo l'iscrizione all'albo TSRM-PSTRP (l'albo unico delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione). L'osteopata può aprirla anche oggi, ma l'albo della sua professione non è ancora operativo e questo cambia il trattamento IVA delle sue prestazioni. Il regime forfettario resta la scelta più diffusa in avvio di attività, con l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni per chi apre una nuova attività con i requisiti di legge, applicata su una base forfettaria pari al 78% dei compensi incassati, che è il coefficiente assegnato dalla legge alle attività sanitarie. Le soglie di accesso e permanenza sono le stesse di ogni altra attività professionale, 85.000 euro per l'uscita dall'anno successivo e 100.000 euro per l'uscita immediata, e le differenze operative fra i due casi sono spiegate nell'articolo Forfettario: cosa succede se superi 85.000 euro e cosa se superi 100.000.

Chi affitta uno studio arredato, ha attrezzature costose da ammortizzare o impiega personale di segreteria trova spesso più conveniente la contabilità semplificata, dove il reddito si calcola per differenza fra compensi e spese realmente sostenute. La scelta si fa sui numeri e non per abitudine, con un conteggio che mostra subito quale regime lascia in tasca di più.

La Gestione separata INPS rispetto a chi ha una cassa propria

A differenza di medici e psicologi, fisioterapisti e osteopati non hanno una cassa previdenziale professionale dedicata e versano i contributi alla Gestione Separata INPS. L'aliquota si applica sul reddito professionale dichiarato, senza dedurre i contributi stessi, e comprende la quota per maternità, malattia e assegni familiari e quella per l'indennità ISCRO. Per il 2026 è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale obbligatoria e del 24% per chi è già pensionato o iscritto a un'altra gestione obbligatoria, e va riletta ogni anno sulla circolare dell'INPS. Chi lavora anche come dipendente, pure part-time, versa comunque alla Gestione Separata per l'attività libero-professionale, di regola con l'aliquota ridotta, e le due posizioni vanno coordinate con attenzione in dichiarazione.

IVA, fatturazione e collaborazioni con centri e ASD

Le prestazioni di fisioterapia con finalità di cura e riabilitazione sono esenti da IVA ai sensi dell'articolo 10 del DPR 633/1972, come per le altre professioni sanitarie, e si fatturano senza applicare l'imposta, con il bollo di 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Per l'osteopata la situazione oggi è diversa, perché la legge ha individuato la professione fra quelle sanitarie ma il percorso per istituirla non è completo, e l'Agenzia delle Entrate ha chiarito all'inizio del 2026 che le sue prestazioni restano soggette a IVA ordinaria, si fatturano elettronicamente e non si comunicano al Sistema Tessera Sanitaria. Nel forfettario l'IVA comunque non si addebita, ma la fattura elettronica e l'esclusione dal Sistema TS restano, mentre la prestazione che un fisioterapista rende nell'ambito del proprio profilo resta esente anche se è formato in osteopatia. Questa categoria si distingue per la frequenza con cui il compenso non arriva direttamente dal paziente ma da un centro medico, una palestra o una società sportiva dilettantistica che ospita il professionista in convenzione, e in questi casi occorre stabilire con chiarezza se il rapporto è una prestazione professionale autonoma fatturata al centro, una collaborazione con altre caratteristiche, o un vero rapporto di lavoro dipendente mascherato da partita IVA. Il confine ha conseguenze dirette su contributi, ritenute e responsabilità di entrambe le parti, ed è uno dei temi su cui viene più spesso chiesto un parere.

Il fisioterapista iscritto all'albo comunica al Sistema Tessera Sanitaria le prestazioni fatturate ai pazienti, con un invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo e fatta salva l'opposizione del singolo paziente, mentre quando fattura al centro, che a sua volta fattura al paziente, la comunicazione spetta semmai a chi emette la fattura al paziente.

Gli errori più frequenti che vediamo

Il primo è considerare automaticamente esente ogni prestazione, quando le attività di puro benessere senza finalità terapeutica sono imponibili anche se le rende un fisioterapista, e quelle dell'osteopata oggi lo sono comunque. Il secondo riguarda le collaborazioni multiple non tracciate con precisione, perché chi lavora con tre o quattro centri diversi rischia di perdere il controllo su cosa è stato fatturato a chi, con conseguenze sulla quadratura IVA e sulle certificazioni ricevute. Il terzo è la sottovalutazione del rapporto con le società sportive dilettantistiche, spesso regolate con accordi verbali che non chiariscono se si tratti di prestazione professionale, collaborazione sportiva o altro, con il rischio di riqualificazione in caso di controllo.

Cosa facciamo per questa categoria

Seguiamo l'apertura della partita IVA e la scelta del regime, la tenuta della contabilità nel forfettario o in semplificata, la gestione della Gestione Separata INPS, la corretta fatturazione delle collaborazioni con centri e ASD distinguendo i diversi tipi di rapporto, l'invio al Sistema Tessera Sanitaria, la dichiarazione dei redditi. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; lavoriamo anche a distanza con chi ha lo studio o le collaborazioni fuori provincia.

La prima consulenza è gratuita e serve a fotografare la situazione attuale, contratti e collaborazioni comprese, prima di qualunque decisione.

Domande frequenti

Le prestazioni che rendo per un centro fisioterapico convenzionato sono da fatturare come professionista o vanno trattate diversamente?

Se sei un professionista autonomo che fattura la prestazione resti nel regime della libera professione, mentre se il rapporto ha caratteristiche di collaborazione continuativa o di subordinazione la qualificazione cambia, e va valutata caso per caso sulla natura reale del rapporto con il centro.

Verso i contributi alla stessa cassa dei medici?

No, fisioterapisti e osteopati non hanno una cassa previdenziale di categoria e versano alla Gestione Separata INPS, con regole diverse da ENPAM o ENPAP.

Le sedute con società sportive dilettantistiche vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria?

Se il fisioterapista fattura direttamente al paziente sì, salvo opposizione del paziente, mentre se fattura alla società sportiva la spesa non è sostenuta dal paziente e non va comunicata. Le prestazioni dell'osteopata, allo stato, non si comunicano in nessun caso.

Conviene di più il forfettario o la contabilità semplificata per un fisioterapista che apre ora?

Nella maggior parte dei casi con costi contenuti il forfettario è più conveniente in avvio, ma con uno studio arredato, attrezzature significative o personale la semplificata può pareggiare o superare il vantaggio, e la risposta va calcolata sui numeri specifici.

Strumenti utili

Lo scadenzario mostra le scadenze del tuo profilo e le porta nel calendario del telefono, mentre il calcolatore stima in un minuto imposte e contributi del forfettario.

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