Forfettario, coefficiente e riduzione contributiva del 35%
Estetiste e parrucchieri che aprono con partita IVA individuale rientrano quasi sempre nel regime forfettario nei primi anni, con un coefficiente di redditività del 67% applicato ai compensi incassati, più basso di quello delle professioni sanitarie perché l'attività è classificata fra le "altre attività economiche" nella tabella dei coefficienti. Le soglie di permanenza sono le stesse di ogni altra attività, 85.000 euro di ricavi per l'uscita dall'anno successivo e 100.000 euro per l'uscita immediata con applicazione dell'IVA dal superamento, e i dettagli sono nell'articolo Forfettario: cosa succede se superi 85.000 euro e cosa se superi 100.000.
Chi è iscritto come artigiano alla gestione INPS artigiani e commercianti e resta nel regime forfettario ha diritto, su opzione, a una riduzione contributiva del 35% sui contributi dovuti, calcolati sul reddito forfettario. Il vantaggio vale solo per chi è nel forfettario in quell'anno, quindi se l'attività passa alla contabilità semplificata la riduzione non si applica più e i contributi tornano a essere calcolati per intero. Su questo punto vediamo confusione quando un'attività cresce e cambia regime senza rifare i conti previdenziali.
I contributi fissi INPS artigiani e la quota eccedente
Estetiste e parrucchieri con attività manuale prevalente sono generalmente inquadrati come artigiani ai fini INPS, con un sistema contributivo che prevede un minimale annuo dovuto in quattro rate fisse indipendentemente dal reddito effettivo, più un'eccedenza calcolata in percentuale sul reddito che supera il minimale, fino a un massimale oltre il quale i contributi non sono più dovuti. Chi ha anche dipendenti o collaboratori familiari nell'impresa deve inquadrare correttamente anche le loro posizioni, che seguono regole diverse da quella del titolare.
Corrispettivi telematici e SCIA
Il salone o il centro estetico che vende al pubblico è tenuto alla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri tramite registratore telematico o procedure equivalenti, con la chiusura fiscale di fine giornata e l'invio all'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge. Un mancato o tardivo invio, o giorni di chiusura non segnalati correttamente, generano anomalie sul cassetto fiscale che vanno sanate prima che diventino un accertamento, se necessario anche con il ravvedimento operoso sui versamenti collegati. L'apertura dell'attività richiede inoltre la SCIA al Comune con i requisiti professionali previsti per l'attività di estetista o di acconciatore, un adempimento amministrativo che lo Studio non gestisce direttamente ma su cui verifichiamo sempre la coerenza con l'inquadramento fiscale scelto.
Dipendenti e apprendisti
Molti saloni crescono assumendo un primo dipendente o un apprendista, spesso proprio la figura che ha sostenuto lo stage o la formazione in negozio. L'apprendistato professionalizzante porta con sé agevolazioni contributive specifiche e un percorso formativo obbligatorio da rispettare, e cambia il calcolo del costo del lavoro rispetto a un'assunzione ordinaria, per cui prima di assumere conviene valutare insieme l'impatto reale sui conti dell'attività e non solo il costo lordo in busta paga.
Gli errori più frequenti che vediamo
Il primo è non chiedere per tempo la riduzione contributiva del 35%, che non scatta da sola ma va domandata all'INPS, entro il 28 febbraio per chi è già in attività e subito dopo l'iscrizione per chi apre, e che una volta ottenuta prosegue negli anni finché si resta nel forfettario, mentre la rinuncia è definitiva. Il secondo è la cassa che non quadra con i corrispettivi trasmessi, spesso per mance non contabilizzate o vendita di prodotti annotata separatamente dal servizio. Il terzo riguarda chi affianca alla vendita di prodotti cosmetici, che è cessione di beni, i servizi di trattamento, che sono prestazioni, perché nel forfettario il coefficiente applicabile può differire fra le due attività se non correttamente distinte, e un salone con una quota rilevante di vendita di prodotti non può trattare tutto l'incasso come se fosse solo prestazione di servizi.
Cosa facciamo per estetiste e parrucchieri
Seguiamo l'apertura della partita IVA e la scelta del regime, l'opzione per la riduzione contributiva del 35% quando spetta, la gestione dei corrispettivi telematici e la loro quadratura con la contabilità, gli adempimenti di prima assunzione e apprendistato in collegamento con il consulente del lavoro, la dichiarazione dei redditi e il quadro RR dei contributi artigiani. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; seguiamo anche saloni e centri estetici fuori provincia interamente a distanza.
La prima consulenza è gratuita e serve a inquadrare correttamente l'attività fin dall'apertura, o a rivedere una posizione già avviata.
Domande frequenti
La riduzione contributiva del 35% spetta a tutti gli artigiani forfettari?
Spetta agli artigiani e commercianti che rientrano nel regime forfettario e ne fanno domanda all'INPS. Una volta concessa prosegue negli anni successivi senza bisogno di rinnovo, finché restano i requisiti del forfettario e non si presenta rinuncia, e non si applica più dall'anno in cui l'attività esce dal regime.
Devo trasmettere i corrispettivi anche se incasso quasi sempre con POS?
Sì, l'obbligo di memorizzare e trasmettere i corrispettivi riguarda i servizi e le vendite al pubblico non documentati da fattura, indipendentemente dal mezzo di pagamento usato dal cliente.
Posso vendere prodotti cosmetici nello stesso regime forfettario dei servizi di trattamento?
Sì, ma le due attività possono avere un coefficiente di redditività diverso ai fini del calcolo dell'imposta sostitutiva, quindi vanno tenute distinte nella contabilità e nella fatturazione o negli scontrini.
Conviene assumere un apprendista o un dipendente con contratto ordinario?
Dipende dal volume di attività e dalla prospettiva di crescita del salone. L'apprendistato ha un costo più contenuto grazie alle agevolazioni contributive ma richiede un impegno formativo e organizzativo, mentre chi lavora stabilmente nel salone non si può inquadrare come collaboratore occasionale senza rischiare la riqualificazione del rapporto.
Strumenti utili
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