Chi ha un preventivo fermo, chi sta pensando di rifare il bagno o la cucina e chi deve comprare i mobili nuovi si sta chiedendo se convenga chiudere i lavori entro il 31/12/2026 oppure aspettare il 2027. La risposta dipende da una norma che per ora esiste solo come proposta. Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28/10/2026 dice che per il 2027 sono confermate le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, ma non indica percentuali né limiti di spesa.

Le aliquote e il bonus mobili emergono dalla stampa specializzata, che riferisce di aver letto il testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato. Al 02/11/2026 il disegno di legge non risulta ancora presentato alla Camera né al Senato, per cui numero dell'atto, articoli e percentuali andranno ricontrollati sul testo depositato.

Cosa prevede la legge oggi

La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è regolata dall'articolo 16-bis del TUIR e dall'articolo 16 del decreto-legge 63/2013, nel testo modificato dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), e per le persone fisiche valgono questi numeri.

  • spese sostenute nel 2026, detrazione del 50% sull'abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale (usufrutto, abitazione) e del 36% sugli altri immobili;
  • spese sostenute nel 2027, detrazione del 36% sull'abitazione principale e del 30% sugli altri immobili, se la norma non cambia;
  • per il recupero edilizio, limite di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare;
  • bonus mobili del 50% su un massimo di 5.000 euro, previsto dalla legge solo per le spese 2024-2026 e quindi non per il 2027.

Le stesse aliquote valgono per ecobonus e sismabonus, che per il 2026 e il 2027 seguono le aliquote del recupero edilizio. Dal 01/01/2027 la disciplina delle aliquote confluisce nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 117/2026), che mantiene gli stessi valori. La maggiorazione del 50% spetta se l'immobile è l'abitazione principale di chi detiene la proprietà o il diritto reale, e secondo l'Agenzia delle Entrate (circolare 8/E del 19/06/2025) basta che lo diventi al termine dei lavori. Chi abita l'immobile come familiare convivente o come inquilino resta all'aliquota base.

Cosa prevede la proposta

  • le detrazioni per gli interventi edilizi sarebbero confermate anche per il 2027, e secondo la stampa specializzata con le aliquote attuali, cioè 50% e 36%, invece del calo a 36% e 30%;
  • il bonus mobili sarebbe prorogato per il 2027, con aliquota del 50% e limite di 5.000 euro;
  • il comunicato del Consiglio dei ministri non riporta percentuali, bonus mobili o limiti di spesa, per cui questi dati vanno confrontati con il testo ufficiale.

Secondo il testo bollinato che circola prima del deposito, per il recupero edilizio resterebbe il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Per l'ecobonus le aliquote del 50% e del 36% sarebbero confermate anche per il 2027, ma lo stesso testo introdurrebbe un tetto unico di 96.000 euro per unità immobiliare (sulle parti comuni dei condomini 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità), che per alcuni interventi sarebbe più basso dei limiti oggi previsti, diversi a seconda del tipo di intervento. Non è chiaro se il taglio sia voluto, perché la relazione tecnica non ne stima gli effetti, e secondo la stampa potrebbe riguardare interventi come infissi, condizionatori e schermature solari. Per il sismabonus non diamo indicazioni sul limite. Nulla di questo è il testo ufficiale e va ricontrollato quando il disegno di legge sarà presentato alle Camere. Sono ancora da vedere le condizioni del bonus mobili, che secondo quel testo riguarderebbe i soli mobili e non i grandi elettrodomestici, e le modifiche che il Parlamento potrebbe introdurre nei mesi di esame. Su questi punti conviene aspettare il testo depositato.

Quanto cambia con un esempio

Prendiamo Mario Rossi, nome di fantasia, che rifà il bagno e gli impianti della casa in cui abita, di cui è proprietario, per 40.000 euro pagati con bonifico.

  • con i bonifici nel 2026, detrazione del 50% pari a 20.000 euro, in 10 quote annuali da 2.000 euro;
  • con i bonifici nel 2027 e le regole attuali, detrazione del 36% pari a 14.400 euro, cioè 1.440 euro l'anno;
  • con i bonifici nel 2027 e la proroga come descritta dalla stampa, la detrazione sarebbe di nuovo di 20.000 euro.

La differenza è di 5.600 euro. Se il lavoro riguarda invece una seconda casa, l'aliquota passerebbe dal 36% del 2026 al 30% del 2027 con le regole attuali (14.400 euro contro 12.000 euro su 40.000 euro di spesa), e resterebbe al 36% con la proposta.

Gli errori che si vedono più spesso

La detrazione si ottiene con il bonifico parlante, quello con causale che indica la norma, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento. Un pagamento con modalità diverse fa perdere la detrazione sulla parte pagata in quel modo (articoli 1 e 4 del decreto ministeriale 41/1998).

Per i lavori nuovi sconto in fattura e cessione del credito sono bloccati dal decreto-legge 11/2023, con deroghe residue per i soli interventi avviati o autorizzati prima del 17/02/2023, per cui chi comincia oggi può contare soltanto sulla detrazione in dichiarazione. Chi ha un'imposta lorda bassa deve inoltre considerare che l'eccedenza di detrazione rispetto all'imposta di quell'anno si perde, perché non va a rimborso né si riporta all'anno dopo. Una detrazione del 50% su 40.000 euro, divisa in 10 anni, ha senso se negli anni si ha IRPEF capiente da ridurre.

Per chi ha un reddito complessivo oltre 75.000 euro opera un tetto alla spesa detraibile che dipende dal reddito e dai figli a carico (articolo 16-ter del TUIR), per cui il 50% o il 36% si applicano a una spesa ridotta. Il conto conviene farlo prima di firmare il preventivo.

Cosa conviene fare adesso

Per i pagamenti del 2026 valgono le aliquote di oggi, perché per le persone fisiche conta la data del bonifico. Un lavoro che comunque va fatto e viene pagato entro il 31/12/2026 non dipende dalla manovra. Rimandare al 2027 solo perché la proposta lo prevede espone al rischio che la norma cambi o non arrivi, con la detrazione che scenderebbe a 36% e 30%, mentre anticipare pagamenti di lavori non pronti per timore del contrario crea altri problemi, dalla prova dello stato dei lavori all'esborso anticipato. La scelta dipende dal calendario del cantiere e dall'IRPEF su cui si può scaricare la detrazione, e si fa meglio con i numeri della propria dichiarazione davanti.

Per un confronto sulla dichiarazione che raccoglierà queste spese si può guardare anche la nostra guida al 730 e al modello Redditi.

Superbonus e crediti

Nei giorni successivi all'approvazione in Consiglio dei ministri si è parlato anche di una norma sulla ripartizione in più anni dei crediti derivanti dal superbonus per le spese del 2023 utilizzabili nel 2027. Il testo ufficiale non è ancora disponibile e per questo non la commentiamo.

Le altre misure del disegno di legge

La manovra contiene anche proposte su soglia dei forfettari, aliquota IRPEF del 33% e cedolare secca, che abbiamo riassunto nell'articolo sulla manovra 2027 e i forfettari.

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Contenuto a scopo informativo, aggiornato al 03/11/2026 sulla base del comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195 del 28/10/2026, dell'articolo 16 del decreto-legge 63/2013 nel testo vigente e della guida dell'Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie. Le misure per il 2027 sono contenute in un disegno di legge non ancora approvato dal Parlamento e non letto da noi sul testo ufficiale, e possono cambiare o non essere approvate. Importi, aliquote e termini possono variare in base alla tua posizione e a provvedimenti successivi: verifica sempre la tua situazione con lo Studio prima di avviare lavori. Non sostituisce un parere professionale.