Costituzione e capitale
La Srl si costituisce con atto notarile e un capitale sociale che la norma consente di fissare anche a un solo euro. Sotto i 10.000 euro, però, i conferimenti vanno fatti solo in denaro e versati per intero, e ogni anno almeno un quinto degli utili va accantonato a riserva legale, invece del ventesimo previsto per tutte le società, finché riserva e capitale insieme non arrivano a 10.000 euro. La scelta dell'importo del capitale non è solo formale, perché incide sulla credibilità della società verso banche e fornitori e sul margine di manovra per i finanziamenti dei soci nei primi mesi di vita, quando il capitale versato è ancora l'unico patrimonio visibile.
Il compenso dell'amministratore e la sua deducibilità
Il compenso deliberato all'amministratore è deducibile dal reddito della Srl nell'esercizio in cui viene pagato e, quando per l'amministratore è reddito assimilato a lavoro dipendente, vale il principio di cassa allargata, per cui si considera pagato nell'anno anche quello corrisposto entro il 12 gennaio dell'anno successivo. Ai fini IRAP, in quello stesso caso, il compenso non è deducibile e resta nella base imponibile della società. Per l'amministratore quel compenso è reddito assimilato a lavoro dipendente se la carica non rientra nell'oggetto della professione abituale, con tassazione IRPEF ordinaria e ritenuta operata dalla società, ed è un punto da chiarire prima ancora di fissare l'importo, perché cambia la convenienza fra compenso e distribuzione di utile.
INPS del socio lavoratore e Gestione separata dell'amministratore
Il socio che lavora abitualmente e personalmente nella Srl con un'attività di natura commerciale, in possesso dei requisiti previsti, si iscrive alla gestione commercianti dell'INPS con i fissi dovuti a prescindere dal risultato dell'esercizio. L'amministratore che riceve un compenso per la carica versa invece sul compenso i contributi alla Gestione separata INPS, in parte a carico della società e in parte suoi, con un'aliquota 2026 del 35,03% se non ha altra copertura previdenziale e del 24% se è pensionato o già iscritto a un'altra gestione obbligatoria, come accade a un dipendente. Le due gestioni possono convivere sulla stessa persona quando il socio è sia amministratore sia lavoratore operativo, e vanno quantificate insieme prima di decidere come remunerarlo.
IRES, IRAP e distribuzione degli utili
La Srl paga l'IRES con aliquota del 24% sul reddito d'impresa e l'IRAP con aliquota ordinaria del 3,9%, che le regioni possono variare entro limiti fissati dalla legge e che in Lombardia, per la generalità delle imprese commerciali e di servizi, si applica senza maggiorazioni. Quando l'utile residuo dopo le imposte societarie viene distribuito ai soci persone fisiche che non agiscono in regime d'impresa, sconta una ritenuta a titolo d'imposta del 26%, che si aggiunge al carico già pagato dalla società. Il confronto fra utili trattenuti in società e utili distribuiti, insieme all'impatto sui contributi INPS del socio lavoratore, è approfondito in Utili non distribuiti e contributi INPS del socio di Srl.
Bilancio, libri sociali e contabilità
La Srl tiene obbligatoriamente la contabilità ordinaria, indipendentemente dal fatturato, e redige ogni anno il bilancio d'esercizio da depositare al Registro delle Imprese, e le società che non superano due fra 220.000 euro di attivo, 440.000 euro di ricavi e cinque dipendenti in media possono redigerlo in forma micro, con obblighi informativi ridotti rispetto alla forma ordinaria. Restano i libri sociali obbligatori, in particolare il libro delle decisioni dei soci e quello delle decisioni degli amministratori, e la tenuta della contabilità IVA, mensile o trimestrale secondo il volume d'affari.
Quando la Srl conviene rispetto alla ditta individuale
Non esiste una soglia fissa oltre la quale la Srl conviene sempre, perché pesano il livello di reddito, quanto di quel reddito serve davvero per vivere e quanto può restare investito in società, il rischio dell'attività e la volontà di condividere la proprietà con un socio. Il confronto si fa quindi sui numeri specifici della singola attività e non su una regola generale valida per tutti i settori.
Cosa facciamo per Srl commerciali e di servizi
Seguiamo la costituzione e le pratiche camerali, la contabilità ordinaria e il bilancio, la scelta fra compenso amministratore e distribuzione di utili, l'inquadramento previdenziale corretto del socio e dell'amministratore, la dichiarazione dei redditi societaria, il confronto di convenienza rispetto alla ditta individuale per chi sta per aprire. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; seguiamo anche società con sede fuori provincia con contabilità gestita a distanza.
La prima consulenza è gratuita e la usiamo per fotografare attività, soci coinvolti e livello di reddito atteso, prima di ogni indicazione operativa.
Domande frequenti
Conviene di più il compenso all'amministratore o la distribuzione degli utili?
Dipende dal carico fiscale e contributivo complessivo delle due strade, da confrontare sui numeri specifici della società e del socio, perché non esiste una risposta valida in astratto per ogni situazione.
Un socio di Srl deve sempre iscriversi all'INPS?
Solo se lavora abitualmente e personalmente nella società con i requisiti previsti per l'iscrizione alla gestione commercianti, oppure se riceve un compenso da amministratore, che va invece alla Gestione separata.
Qual è il capitale minimo per aprire una Srl?
La norma consente di fissarlo anche a un euro, ma sotto i 10.000 euro i conferimenti vanno versati per intero in denaro e almeno un quinto degli utili va accantonato a riserva finché riserva e capitale non arrivano a 10.000 euro, e la scelta dell'importo ha comunque un peso pratico verso banche e fornitori.
Quando conviene trasformare una ditta individuale in Srl?
Quando il livello di reddito, il rischio dell'attività o l'ingresso di un socio rendono opportuno separare il patrimonio personale da quello dell'impresa, e la valutazione va fatta caso per caso, con un confronto quantificato.
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