I requisiti per l'iscrizione alla sezione speciale

Per iscriversi alla sezione speciale del Registro delle Imprese una società di capitali deve essere una piccola o media impresa secondo la definizione europea, essere costituita da non più di sessanta mesi, avere sede in Italia o in un altro paese dell'Unione Europea con una sede produttiva o una filiale in Italia, non avere quote o azioni quotate, non distribuire e non avere distribuito utili, e non essere nata da una fusione, da una scissione o dalla cessione di un'azienda. Dal secondo anno il valore della produzione non deve superare i 5 milioni di euro, e l'oggetto sociale, esclusivo o prevalente, deve essere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, senza che l'attività prevalente sia di agenzia o di consulenza, un'esclusione introdotta alla fine del 2024 che le Camere di commercio verificano anche sul codice ATECO. A questi requisiti si aggiunge almeno uno fra tre requisiti alternativi, cioè spese in ricerca e sviluppo pari almeno al 15% del maggiore fra costo e valore totale della produzione, oppure una forza lavoro composta almeno per un terzo da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, o almeno per due terzi da laureati magistrali, oppure la titolarità, il deposito o la licenza di un brevetto riferito all'oggetto sociale, o la titolarità di un software originario registrato nel Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Il mantenimento annuale e la conferma dei requisiti

L'iscrizione alla sezione speciale non è definitiva, perché ogni anno, entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, che diventano sette se il bilancio si approva nel termine lungo, il legale rappresentante deposita al Registro delle Imprese la dichiarazione che attesta il mantenimento dei requisiti, e con la stessa scadenza conferma o aggiorna le informazioni della società sulla piattaforma dedicata alle startup. Per chi chiude l'esercizio al 31 dicembre il termine cade quindi di norma il 30 giugno. Il mancato deposito equivale per legge alla perdita dei requisiti e porta alla cancellazione dalla sezione speciale, con la società che resta iscritta nella sezione ordinaria e perde le agevolazioni legate allo status, ed è uno degli adempimenti che seguiamo con più attenzione, proprio perché non arriva alcun avviso automatico che il cliente possa aspettarsi.

Le agevolazioni per chi investe e per la società

Chi investe nel capitale di una startup innovativa, direttamente o tramite fondi che investono prevalentemente in startup, ha un'agevolazione sulle proprie imposte, perché la persona fisica detrae dall'IRPEF il 30% dell'investimento, fino a un investimento massimo di 1 milione di euro l'anno, e la società investitrice deduce dal reddito il 30% fino a 1,8 milioni, con l'obbligo di mantenere la partecipazione per almeno tre anni e per investimenti fatti entro cinque anni dall'iscrizione della startup. In alternativa la persona fisica può usare la detrazione in regime de minimis, portata dal 2025 al 65% su un investimento massimo di 100.000 euro l'anno, riservata alle startup nei primi tre anni di iscrizione e legata alla domanda che la startup presenta sulla piattaforma del Ministero prima dell'investimento. Le agevolazioni non spettano se l'investimento porta a una partecipazione superiore al 25% o se l'investitore fornisce servizi alla startup per un importo superiore al 25% dell'investimento. La società beneficia inoltre di alcune deroghe al diritto societario ordinario, come la possibilità di creare categorie di quote con diritti diversi fra i soci e di remunerare collaboratori e fornitori con quote o strumenti finanziari anziché solo in denaro, non è soggetta alla disciplina delle società di comodo e, dal momento dell'iscrizione, è esonerata dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria per gli adempimenti al Registro delle Imprese e dal diritto annuale camerale, finché mantiene i requisiti e comunque non oltre il quinto anno di iscrizione.

Il primo bilancio e la capitalizzazione dei costi di sviluppo

Una startup che nei primi esercizi sostiene costi significativi per sviluppare un software o un prodotto prima di generare ricavi rilevanti valuta spesso la capitalizzazione di quei costi fra le immobilizzazioni immateriali, come costi di sviluppo secondo il principio contabile OIC 24. La capitalizzazione è possibile solo se i costi riguardano un prodotto o un processo chiaramente definito e sono identificabili e misurabili, se il progetto è tecnicamente realizzabile e la società ha o può procurarsi le risorse per completarlo, e se i costi sono recuperabili con i ricavi attesi, e comporta un ammortamento secondo la vita utile, che quando non si può stimare in modo attendibile non supera i cinque anni, anziché un costo interamente spesato nell'esercizio. Serve il consenso del collegio sindacale, se c'è, ed è una scelta contabile che incide sul risultato d'esercizio riportato agli investitori, da motivare e documentare con cura fin dal primo bilancio.

Bandi regionali e contabilità ordinaria

Molte startup accompagnano il percorso fiscale con la partecipazione a bandi regionali o nazionali dedicati alle nuove imprese, che finanziano parte delle spese di avvio a fondo perduto o con condizioni agevolate, e la rendicontazione di questi bandi richiede una contabilità precisa e tracciabile fin dal primo euro speso, perché le spese ammissibili vanno documentate con lo stesso rigore richiesto dalla dichiarazione dei redditi. La startup innovativa, come ogni Srl, tiene comunque la contabilità ordinaria indipendentemente dal fatturato.

La durata dello status

Chi si iscrive oggi resta nella sezione speciale per tre anni dall'iscrizione, e può arrivare a cinque anni complessivi solo se dimostra almeno uno dei requisiti aggiuntivi introdotti alla fine del 2024, come spese in ricerca e sviluppo salite al 25%, un brevetto ottenuto, una crescita dei ricavi o degli occupati superiore al 50% dal secondo al terzo anno, un contratto di sperimentazione con una pubblica amministrazione, oppure una riserva patrimoniale superiore a 50.000 euro portata da un investitore qualificato insieme a spese di ricerca salite al 20%. Oltre i cinque anni la permanenza si allunga di due anni alla volta, fino a quattro, solo nella fase di crescita detta scale-up, con un aumento di capitale di un fondo di investimento superiore a 1 milione di euro o con ricavi più che raddoppiati in un anno. Resta il limite dei sessanta mesi dalla costituzione, per cui chi si iscrive quando la società ha già due anni o più esce comunque allo scadere dei sessanta mesi, prima di poter chiedere la proroga. Si esce prima se vengono meno i requisiti, e all'uscita la società diventa una Srl ordinaria a tutti gli effetti o, se ne ha i requisiti, può passare alla sezione delle PMI innovative. L'uscita va programmata per tempo, soprattutto per gli effetti sulle agevolazioni degli investitori entrati nel capitale.

Cosa facciamo per le startup innovative

Seguiamo la verifica dei requisiti di accesso e la pratica di iscrizione, la conferma annuale entro la scadenza di legge, la contabilità ordinaria e il bilancio con la valutazione della capitalizzazione dei costi di sviluppo, la rendicontazione dei bandi seguiti con i consulenti dedicati, e il monitoraggio delle scadenze di permanenza nella sezione speciale. Lo studio è in Via Cipro 40 a Brescia; seguiamo anche startup con sede fuori provincia con contabilità gestita a distanza.

La prima consulenza è gratuita e la usiamo per verificare se il progetto rispetta davvero i requisiti di legge, prima di avviare la pratica di iscrizione.

Domande frequenti

Quali requisiti servono per iscrivere una Srl come startup innovativa?

Oltre ai requisiti generali su dimensione di PMI, costituzione recente, sede, oggetto sociale innovativo senza prevalenza di agenzia o consulenza e mancata distribuzione di utili, serve il possesso di almeno uno fra tre requisiti alternativi legati a spesa in ricerca e sviluppo, personale qualificato o proprietà intellettuale.

Cosa succede se non si deposita la conferma annuale dei requisiti?

Il mancato deposito, entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, equivale alla perdita dei requisiti, e la società viene cancellata dalla sezione speciale del Registro delle Imprese, restando iscritta in quella ordinaria e perdendo le agevolazioni collegate allo status.

Dopo quanto tempo scade lo status di startup innovativa?

Dopo tre anni dall'iscrizione nella sezione speciale, prorogabili fino a cinque con requisiti aggiuntivi e oltre soltanto nella fase di scale-up, fermo il limite dei sessanta mesi dalla costituzione per chi si iscrive tardi. Si esce prima se vengono meno i requisiti, se il valore della produzione supera i 5 milioni di euro o in caso di quotazione.

Conviene capitalizzare i costi di sviluppo del software nel bilancio di una startup?

Dipende dalla chiara riferibilità dei costi a un progetto identificabile e dalla ragionevole prospettiva di ricavi futuri, ed è una valutazione da fare insieme al commercialista fin dal primo bilancio, perché incide sul risultato d'esercizio.

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