Dal 16 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione accetta le domande di rottamazione-quinquies per le cartelle di Regioni, Province e Comuni, quelle che riguardano TARI, IMU, bollo auto e multe stradali. La misura si può chiedere solo per i debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione fra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, e solo se l'ente creditore ha adottato il provvedimento di adesione e lo ha comunicato all'Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026. Chi ha una cartella della TARI del Comune di Brescia o un bollo auto lombardo resta fuori.

Quali debiti rientrano

La misura è prevista dall'articolo 10-quinquies del D.L. 38/2026, convertito dalla Legge 88/2026 e poi modificato dalla Legge 113/2026, ed estende alle entrate locali la rottamazione-quinquies delle cartelle dello Stato, di cui abbiamo scritto nell'articolo sulla rottamazione-quinquies 2026. Riguarda i debiti tributari, come TARI, IMU e tassa automobilistica, e quelli non tributari, come le multe stradali e le altre sanzioni amministrative, purché iscritti in cartelle dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sono esclusi i debiti che derivano da condanne della Corte dei conti.

I tributi che il Comune riscuote da sé o tramite un concessionario privato non entrano, perché non sono mai stati affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se l'avviso o l'ingiunzione di pagamento arrivano direttamente dal Comune o da una società di riscossione locale, questa definizione non si applica. Il Comune può però aver deliberato una propria definizione agevolata per quelle entrate, e conviene verificarlo sul suo sito.

Possono rientrare anche i debiti delle rottamazioni precedenti da cui si è decaduti e quelli della rottamazione-quater, o della riammissione alla quater, se al 30 settembre 2025 non erano state pagate tutte le rate scadute. Chi a quella data era in regola con la quater prosegue con quel piano e non può spostare gli stessi debiti nella nuova definizione.

Quali enti hanno aderito

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblica l'elenco degli enti che hanno adottato il provvedimento, aggiornato al 5 ottobre 2026. Fra le Regioni hanno aderito Basilicata, Campania e Lazio, mentre Puglia e Umbria lo hanno fatto solo per la tassa automobilistica. La Lombardia non compare, per cui i bolli auto lombardi rimasti in cartella non si possono definire.

Il Comune di Brescia non è nell'elenco, e lo stesso vale per i Comuni di Bergamo e di Milano. In provincia di Brescia gli enti aderenti sono 10:

  • Berzo Demo, Cazzago San Martino, Cedegolo, Cevo, Malegno;
  • Monticelli Brusati, Pisogne, Saviore dell'Adamello, Sellero;
  • Unione dei Comuni della Valsaviore.

Per una multa presa in un'altra città conta l'ente che l'ha elevata, quindi va cercato quel Comune nell'elenco completo. Se l'ente non c'è, le sue cartelle non compaiono fra quelle definibili nemmeno nel prospetto informativo dell'Agenzia.

Cosa si paga e cosa no

Per i tributi si pagano l'imposta, le spese di notifica e quelle delle eventuali procedure esecutive, mentre non si pagano le sanzioni, gli interessi iscritti a ruolo, gli interessi di mora e l'aggio della riscossione. Per le multe e le altre sanzioni amministrative la sanzione resta dovuta con le spese, e si cancellano solo gli importi aggiunti nel tempo, cioè gli interessi, le maggiorazioni dell'articolo 27 della Legge 689/1981, gli interessi di mora e l'aggio.

Un esempio

Una cartella TARI di 936 euro è composta da 600 euro di tassa, 180 di sanzioni, 40 di interessi iscritti a ruolo, 60 di interessi di mora, 50 di aggio e 6 di spese di notifica (cifre di fantasia). Con la definizione si pagano 606 euro, cioè la tassa e le spese di notifica, e se ne risparmiano 330. Poiché ogni rata non può essere inferiore a 100 euro, quel debito si può dividere al massimo in 6 rate da 101 euro, a cui si aggiungono gli interessi del 3% annuo. Le 54 rate richiedono quindi un debito di circa 5.400 euro.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta solo online entro il 15 dicembre 2026, dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione con SPID, CIE o CNS, dall'area pubblica compilando il modulo e allegando un documento di riconoscimento, oppure tramite un intermediario abilitato. Nell'area riservata il servizio propone solo le cartelle definibili. Prima della domanda si può chiedere il prospetto informativo, che elenca le cartelle che rientrano e quanto si pagherebbe. Se su una cartella è in corso un ricorso, nella domanda va indicata la rinuncia al contenzioso.

Per i debiti che rientrano, dopo la domanda l'Agenzia non avvia nuovi pignoramenti e non prosegue quelli già avviati, salvo che sia già avvenuto il primo incanto con esito positivo. I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti restano. Chi paga già una rateizzazione per quei debiti sospende le rate fino al 31 marzo 2027, data in cui quella rateizzazione viene revocata se la definizione è accolta.

Quando si perde il beneficio

La definizione diventa inefficace se non si paga l'unica soluzione, se si saltano 2 rate anche non consecutive o se non si paga l'ultima. I 5 giorni di tolleranza valgono solo per l'unica soluzione e per l'ultima rata, mentre per le altre conta la scadenza. Una sola rata saltata non fa decadere, ma il pagamento successivo va a coprire la rata rimasta scoperta, per cui lo scoperto scivola in avanti e, se non viene recuperato, diventa il mancato pagamento dell'ultima rata.

In caso di inefficacia quanto versato vale come acconto, il debito torna dovuto con sanzioni e interessi, le procedure di riscossione ripartono e le cartelle non si possono più rateizzare con la dilazione ordinaria. Prima di scegliere il piano più lungo conviene quindi valutare se le rate restano sostenibili per tutta la durata. Per le cartelle di enti che non hanno aderito resta la rateizzazione ordinaria, che però non cancella sanzioni e interessi.

Le scadenze in breve

  • domanda di adesione: entro il 15 dicembre 2026, solo online;
  • comunicazione delle somme dovute da parte dell'Agenzia: entro il 28 febbraio 2027;
  • unica soluzione o prima rata: 31 marzo 2027 (per l'unica soluzione il pagamento è tempestivo fino al 5 aprile 2027);
  • rate successive nel 2027: 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre;
  • dal 2028: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino a 54 rate bimestrali con l'ultima il 31 gennaio 2036;
  • rata minima: 100 euro, con interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027.
Hai cartelle di un Comune o di una Regione?Con le cartelle o l'estratto di ruolo verifichiamo quali debiti rientrano e quanto si pagherebbe. La prima consulenza è gratuita.
Contatta lo Studio

Contenuto a scopo informativo, aggiornato al 16/10/2026 sulla base dell'articolo 10-quinquies del D.L. 38/2026, convertito dalla Legge 88/2026 e modificato dalla Legge 113/2026, dell'articolo 1, commi 82-109, della Legge 199/2025, delle FAQ dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione del 15/10/2026 e dell'elenco degli enti aderenti aggiornato al 5 ottobre 2026. Termini e importi possono variare in base alla tua posizione e a eventuali modifiche normative, per cui conviene verificare sempre la tua situazione con lo Studio prima di procedere. Non sostituisce un parere professionale.