L'INPS ha aperto il 20/10/2026 il servizio per presentare la domanda del nuovo bonus mamme, un contributo che per il 2026 arriva a 720 euro (60 euro per ogni mese di lavoro). Interessa le madri di almeno due figli che lavorano come dipendenti oppure come autonome, quindi anche forfettarie, professioniste iscritte a una cassa (sanitarie, psicologhe e altre), iscritte alla Gestione separata, artigiane e commercianti. Il pagamento è previsto a dicembre, se l'istruttoria si chiude in tempo.
Chi ha diritto al contributo
Servono tutti i requisiti insieme, a cominciare dai figli, che devono essere due, di cui il più piccolo con meno di 10 anni, oppure tre o più, di cui il più piccolo con meno di 18 anni. Contano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito deve esserci al 01/01/2026 oppure maturare entro il 31/12/2026, e in questo secondo caso il contributo spetta dal mese in cui si perfeziona, per esempio dal mese di nascita del secondo figlio.
La circolare INPS n. 106 del 16/10/2026 ammette le dipendenti, pubbliche o private, comprese le intermittenti e quelle in somministrazione, e le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, cioè le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, le casse professionali e la Gestione separata. Restano fuori le lavoratrici domestiche, le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all'assicurazione generale obbligatoria né alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell'assicurazione generale obbligatoria.
Per le madri con tre o più figli il bonus non spetta nei mesi in cui hanno un contratto a tempo indeterminato, anche solo per una parte del mese, perché fino al 31/12/2026 possono avere, se ne ricorrono i requisiti, l'esonero totale dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a loro carico. L'apprendistato conta come tempo indeterminato. Se il contratto a termine diventa a tempo indeterminato, il bonus finisce dal mese della trasformazione.
Quanto vale e per quanti mesi
Il contributo è di 60 euro per ogni mese o frazione di mese in cui il rapporto di lavoro o l'attività autonoma sono in corso nel 2026, con un massimo di 12 mensilità e 720 euro. Per le professioniste iscritte a una cassa contano i mesi di iscrizione nel 2026, per le iscritte alla Gestione separata i periodi di attività effettiva e per le altre autonome i periodi con obbligo contributivo legato all'esercizio dell'attività. I mesi si fermano con quello in cui il figlio più piccolo compie 10 anni (due figli) o 18 anni (tre o più figli), che è compreso. Alcuni casi con dati di fantasia:
- due figli di 12 e 7 anni, attività autonoma per tutto il 2026: 12 mesi, 720 euro;
- due figli, il più piccolo compie 10 anni il 03/06/2026: da gennaio a giugno, 6 mesi, 360 euro;
- due figli, attività autonoma in Gestione separata iniziata a marzo 2026: da marzo a dicembre, 10 mesi, 600 euro.
La misura del 2026 prosegue quella del 2025, che valeva 40 euro al mese fino a 480 euro ed era stata introdotta dal decreto-legge 95/2025. Le due misure sono distinte, e anche quella di quest'anno si ottiene solo presentando domanda.
Il limite di 40.000 euro
La somma dei redditi da lavoro, dipendente e autonomo, rilevanti ai fini delle imposte per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. Il limite riguarda i redditi da lavoro della madre.
Secondo la circolare si sommano tutti i redditi da lavoro, compresi quelli esenti da imposta o assoggettati a imposta sostitutiva o agevolata, considerati al lordo di franchigie e riduzioni percentuali previste ai fini fiscali. Per le dipendenti il reddito si conta al netto dei contributi obbligatori trattenuti dal datore di lavoro, per cui una retribuzione lorda di 42.000 euro con 3.900 euro di contributi trattenuti vale 38.100 euro, sotto il limite. Contano anche le indennità che sostituiscono la retribuzione durante il rapporto di lavoro, come la maternità, la malattia e la cassa integrazione, mentre non contano la NASpI, la DIS-COLL e le pensioni, comprese quelle ai superstiti.
La circolare non dice se per le forfettarie conti il reddito calcolato con il coefficiente di redditività o l'importo dei ricavi, e chi si avvicina ai 40.000 euro con l'uno o con l'altro criterio fa bene a chiedere un riscontro prima della domanda.
Il reddito del 2026 non è ancora definitivo quando si presenta la domanda, e la lavoratrice dichiara il possesso dei requisiti sotto la propria responsabilità, ai sensi del D.P.R. 445/2000. L'INPS controlla anche dopo il pagamento e, in caso di dichiarazioni non veritiere, può chiedere indietro la somma e applicare le sanzioni previste. Chi ha un reddito vicino alla soglia, per esempio perché l'ultimo trimestre è incerto, dovrebbe fare i conti sulle cifre previste prima di presentare la domanda.
Come e quando presentare la domanda
La domanda si presenta sul sito dell'INPS, entrando con SPID di livello 2 almeno, CIE di livello 3, CNS o eIDAS, dal percorso «Sostegni, Sussidi e Indennità», «Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità», «Per genitori», «Vedi tutti i servizi» e «Nuovo Bonus mamme 2026». In alternativa si può passare dal Contact Center (803.164 da rete fissa, 06 164.164 da cellulare) o da un patronato.
Servono i dati anagrafici e la data di nascita di ciascun figlio (per i figli adottati o in affidamento preadottivo, la data di ingresso in famiglia), il codice fiscale dei figli se attribuito, e l'IBAN per l'accredito oppure la richiesta di bonifico domiciliato. Se un figlio non ha il codice fiscale, va allegato un documento che provi la filiazione e l'esistenza in vita. Per un IBAN estero dell'area SEPA va allegato il modulo MV70.
Il termine è il 31/12/2026, che diventa il 31/01/2027 per chi ha il requisito che si perfeziona a dicembre 2026, per esempio per una nascita di dicembre. Il pagamento è previsto in un'unica soluzione con la mensilità di dicembre 2026, se l'istruttoria si chiude in tempo, altrimenti da gennaio 2027. L'istruttoria parte dalla data di presentazione, per cui chi aspetta gli ultimi giorni dell'anno rischia che i tempi non bastino.
L'INPS può accogliere la domanda, accoglierla limitatamente ad alcune mensilità oppure respingerla, e l'esito si legge nello stesso servizio. In caso di rigetto o accoglimento parziale si può chiedere il riesame, solo online ed entro il termine indicato nel provvedimento.
Tasse e ISEE
Il contributo non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non entra nel calcolo dell'ISEE, per cui non fa salire il reddito su cui si pagano imposte e contributi né peggiora l'accesso ad altre prestazioni legate all'ISEE.
Gli errori da evitare
Il primo riguarda le madri con tre o più figli e un contratto a tempo indeterminato, che non hanno diritto al bonus, perché per loro vale l'esonero contributivo IVS. Il secondo riguarda il compimento del decimo anno del figlio più piccolo (per due figli), che chiude il diritto con il mese del compleanno, ultimo mese che conta. Il terzo è presentare la domanda senza avere stimato il reddito 2026, stima che conviene fare subito per presentare la domanda prima di fine anno.
Le cifre e le date da tenere
- 60 euro per ogni mese o frazione di mese di lavoro nel 2026, fino a 12 mesi e 720 euro;
- reddito da lavoro 2026 pari o inferiore a 40.000 euro;
- due figli con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure tre o più figli con il più piccolo sotto i 18;
- domanda all'INPS entro il 31/12/2026 (31/01/2027 se il requisito matura a dicembre);
- pagamento in unica soluzione con la mensilità di dicembre 2026, se l'istruttoria è conclusa in tempo.
Il contributo non è imponibile e non incide sull'ISEE.
Contenuto a scopo informativo, sulla base dell'articolo 1, comma 207, della legge 30 dicembre 2025 n. 199, nel testo riportato dalla circolare INPS n. 106 del 16/10/2026, e del messaggio INPS n. 3343 del 20/10/2026, verificati sul sito dell'INPS il 29/10/2026. Per i casi singoli conviene confrontarsi con l'INPS o con un patronato. Non sostituisce un parere professionale.